Ieri Mihaly Csikszentmihalyi, uno dei massimi esponenti della psicologia positiva e, anzi, un suo anticipatore e pioniere, ha concluso il suo viaggio terreno. Csikszentmihalyi era un uomo colto e visionario; le sue intuizioni, unite alle letture filosofiche e allo studio della creatività, lo avevano portato a formalizzare e dimostrare empiricamente l’esistenza del Flow, un’esperienza di totale concentrazione e coinvolgimento in un compito che, se associata ad attività complesse e significative, contribuisce a costruire il percorso di sviluppo personale e sociale dell’essere umano.

La sua fattiva collaborazione con Fausto Massimini, negli anni Ottanta del secolo scorso, portò la sua teoria in Italia quando i relativi studi erano ancora agli inizi, e contribuì ad espanderne sia le componenti di selezione e sviluppo che gli aspetti transculturali. Nel 2000, con Martin Seligman, fu autore del numero speciale dell’American Psychologist che ufficializzò la psicologia positiva come nuova prospettiva nell’ambito della psicologia scientifica.

La foto che postiamo lo ritrae nel 2004, durante la seconda edizione dell’European Conference of Positive Psychology, che quell’anno si era tenuto a Verbania e che, tra gli altri risultati, aveva posto le basi per la fondazione della SIPP. Noi tutti gli siamo profondamente grati per il suo contributo non solo alla scienza, ma ad una visione dell’uomo costruttiva ed eudaimonica.