SIPP Eleonora Saladino @ #GNIC2022 

Questo articolo è stato scritto per la Giornata Nazionale dell’Informazione Costruttiva 2022. Segui l’evento in diretta dalle 9 alle 13, dallo storico hotel Manin di Milano, decine di testimonianze e incontri raccoglieranno le migliori pratiche di informazione costruttiva accompagnate da confronti e riflessioni. L’evento sarà trasmesso sul canale Youtube del Movimento Mezzopieno (link)

Lasciate ogni speranza o voi che leggete…

Ovunque ci giriamo, siamo sempre più circondati da articoli dai titoli incoerenti con il contenuto, da contenuti incoerenti con i fatti e da conclusioni incoerenti con le premesse. 

Sembra quasi che oggigiorno sia più importante essere primi che essere veritieri.

Sappiamo che il nostro cervello è attirato dalle notizie negative. Le considera più rilevanti, salienti e importanti in vista di un possibile pericolo. 

E quindi vi dedica più attenzione. 

E questo è buono e giusto… fino ad un certo punto!

Va bene quando al cuore delle intenzioni comunicative vi è l’informazione vera, buona e utile. 

Diventa un pericolo molto serio per il nostro benessere quando l’intenzione alla base è solo quella di attirare lettori.

Quando parliamo di Comunicazione Positiva desideriamo accogliere l’idea che sia necessario comunicare bene sia le notizie positive e gradevoli che quelle negative e difficili. Evitando eccessive e irrealistiche polarizzazioni che in natura raramente esistono.

Il futuro della comunicazione positiva ha un cuore antico…

Si narra che nell’antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza. Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:

– Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?

– Un momento – rispose Socrate. – Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.

– I tre setacci?

– Ma sì, – continuò Socrate. – Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?

– No… ne ho solo sentito parlare…

– Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?

– Ah no! Al contrario

– Dunque, – continuò Socrate, – vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?

– No, davvero.

– Allora, – concluse Socrate, – quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?

Utilizziamo questa narrazione per invitare le persone a chiedersi: “Ciò che sto per raccontare è cosa VERA, BUONA e UTILE?”

Che si tratti di un articolo giornalistico, di un resoconto aziendale o di una narrazione personale.

La verità, la bontà e l’utilità sono i tre valori guida di ogni comunicazione positiva. 

La verità: siamo sicuri della veridicità di quanto sto per raccontare? 

Ricordiamoci che ognuno di noi percepisce la realtà in modo personale, soggettivo e parziale.

La bontà: quello che sto per dire è un’informazione positiva? 

In ogni cosa che accade, anche quelle negative, c’è sempre qualcosa di buono da trasmettere a chi mi ascolta o mi legge, il punto difficile è riuscire a dirlo con compassione ed empatia. 

L’utilità: è davvero necessario dirlo?

Sulla finalità del messaggio che vogliamo dare, potremmo parlarne per ore. Mi chiedo sempre in quanti casi vengono scritti articoli solo per riempire spazi che servono al richiamo dell’attenzione più che ad una vera e corretta informazione.